
(Direttore di macchina H.R. Fuchs †)
Raccontato da qualcuno che lo ha vissuto sulle proprie spalle. Gli errori che sono stati fatti si vedono solo dopo - non conosco il rapporto dell'assicurazione- ma credetemi questa storia.
L'ultimo porto di caricazione era Marsiglia ed il primo porto di discarica Dakar. All'altezza di Las Palmas scoppia l'incendio nella stiva nr. 3.
L'incendio venne spento con le bombole di CO2 in dotazione obligatoria, le quali erano sistemate nel locale timone. I dispositivi di scarica in ghisa si sono spezzati nel tentare di attivare nel scaricare il gas. Grazie ad un equipaggiamento da sub siamo riusciti a scaricare singolarmente le bombole contenente il CO2.
A mezzanotte si é messo nuovamente a bruciare. Dato che i boccaporti non erano chiusi ermeticamente, le fessure che facevano entrare aria in stiva dovevano essere tamponate con stracci e poi cementate (boccaporti Mc Gregor in acciao sul ponte di coperta).
Durante il viaggio verso Dakar, le rimanenti bombole vennero suddivise su 3 giorni ed il loro contenuro imesso nelle stive, dato lo sviluppo di fumo che era ancora presente.
Il bilancio fino ad ora:
-Perché non ci siamo diretti a Las Palmas?
-Perché i boccaporti non erano in assetto di navigazione cioé fissati sulla mastra?
- Il sistema di azionare le bombole é stato provate o testato dal producente?
All'arrivo nel porto di Dakar si sentivano vari commenti. La stiva nr. 3 venne aperta. I vigili del fuoco del porto di Dakar entrarono in stiva e dopo un po di tempo communicano che non avessero piú aria nelle loro bombole. E poi incominció, le fiamme divamparono fino in cima agli alberi. Un collegamento a terra a delle bombole di CO2 non esisteva e cosí non faceva alcun senso chiudere il boccaporto.
L'equipaggio, i vigili del fuoco, una sezione dell'armata francese e due rimorchiatori portuali combattono contro l'incendio. Due mezzi antincendio dell'aeroporto svuotano la loro schiuma sopra la Davos che poi va a finire nel bacino portuale dopodiche se ne vanno.
Bilancio:
-Perché non lasciare chiusa la stiva, finche sarebbe stato fatto un collegamento ad un impianto CO2?
-Perché non localizzare prima il focolaio con boccaporto chiuso?
I due mezzi dei vigili del fuoco potevano benissimo spegnere l'incendio se si fossero diretti sul parcheggio degli edifici del porto dirigendo la tanta schiuma sul focolaio.
Un rimorchiatore d'altura della Bugsier Reederei di Amburgo, in viaggio da Singapore verso l'Europa, sentí la chiamata della Davos via radio, molla il rimorchio lasciandolo alla deriva e si dirige nel porto girando lentamente nel bacino portuale. Si trattava del contratto "Lloyd's Open Form: No cure no pay". Una volta sottoscritto del mezzo in avaria, vi dico cari amici, sono dei demoni professionali. E hanno un getto d'acqua! Un piacere. Comandante von Storch ebbe tutto sotto controllo. L'elettricista stava in mezzo alle fiamme posizionato su un baglio del corridoio procurandosi la necessaria aria tramite il getto dell'acqua. L'acqua in quell momento giá arrivava al corridoio e non bastando, la stiva nr. 2 prense fuco a causa le paratie incandescenti.
Siccome le temperature nel serbatoio del combustibile giornagliero erano al di sopra del parametro consentito, vennero spenti i generatori e la nave cosí era in "Black out".
E nuovamente un pensare errato: Per spegnere una barca in fiamme stivata nel corridoio, venne il commando di inclinare la nave in modo che l'acqua potesse affluire in tale spazio. Nuovamente una operazione "ma chi se ne frega" dove giá dal principio si sapeva che capita qualcosa.
Mettere in moto brevemente il generatore, attivare la pompa per la zavorra - e giá dopo 10 minuti, dovuto all'effetto dei specchi liquidi liberi, la nave si inclina pericolosamente a dritta.
Comunque ancora tre persone erano a bordo quando salii in coperta: Juan, il mio comandante - il primo ufficiale ed il comandante von Storch del rimorchiatore di salvataggio. Tutti gli altri erano salvi e sicuri sul rimorchiatore.
Quando piu tardi tentai di spiegare ad una barista a Dakar "I nearly shit in the pants during this process", tacitamente mi mise una birra sul banco e sembró che fosse l'unica a comprendermi.
Von Storch sul rimorchiatore gridó: "Venite su maiali". La risposta unisono: "noi non veniamo su, la nave si capovolge!" E cosí von Storch ed io smontammo i sfoghi d'aria e riempimmo a sinistra tutto ció che si poteva riempire. Lentamente la DAVOS si radrizzó in una posizione accettabile e l'operazione di estinzione poté essere portato a termine.
Le due stive incluso il carico in coperta venne scaricato sul posto. Contai ca. 80 automobili, ca 24 camion, ca. 1000 motocicli del tipo Vespa e tanta altra merce varia. La maggior parte era danno totale e rimase a terra.
La causa dell'incendio era, cosí si presume, che alcune balle di tessuto di viscose, che si trovavano nel carico avevano subito una carica statica e le scintille prodotte si sono mischiate con l'aria piena di vapori di benzina si incendió. L'equipaggio notó questo fenomeno durante viaggio seguente.
La DAVOS continuó il suo viaggio. La casamatta 2 sembró una scatola di sardine aperta malamente e parecchie lamiere si sono sformate dal calore. La nave venne riparata al viaggio di ritorno a Valencia e ca 300 tonnellate di acciao vennero sostituite.